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Coronavirus, bollettino ufficiale dell'influenza mediatica sulla popolazione e l'economia

Attualmente non esiste un sito, un social, una trasmissione televisiva o un telegiornale che non parli di coronavirus. Ognuno pronto a fornirci le ultime notizie o aggiornamenti sulla situazione in atto. Un boomerang che ci ha colpito inaspettatamente e non è ancora chiaro per quanto ci accompagnerà.

Si tratta di un virus emergente, chiamato così, in virtù del suo aspetto simile ad una corona, al microscopio. Si è cominciato a parlare di coronavirus, a dicembre 2019 per la prima volta a Wuhan in Cina. La malattia provocata dal virus si chiama invece, covid-19.

Secondo i dati dell’oms l’evoluzione della malattia ha dimostrato che l’80% della popolazione guarisce senza cure speciali, che una persona su 6, si ammala gravemente e che il tasso di mortalità sia del 2%, ma riguarda pazienti con preesistenti patologie.

Si manifesta con sintomi influenzali, ha una ridotta incidenza sui bambini e per la sua diagnosi è necessario effettuare un tampone, il cui costo a carico del servizio sanitario nazionale è pari a 90 euro. Si tratta di un virus che si è trasmesso dagli animali all’uomo, anche se non è ancora chiaro come questo si accaduto.

In Cina per limitare la diffusione del virus sono state annullate le celebrazioni del capodanno lunare, sospesi i trasporti, chiusi l’aeroporto di Wuhan, cinema e parchi e imprese. I costi di questa epidemia sono davvero alti per l’economia cinese.  

Paradossalmente il rallentamento dell’economia cinese ha anche aspetti positivi, le immagini satellitari infatti hanno evidenziato una diminuzione dell’inquinamento dovuta al crollo dell’emissione di diossido di azoto. Circostanza che dovrebbe far riflettere.

Il virus è presente anche in Giappone, Corea del sud, Iran, Stati Uniti e pian piano si sta diffondendo anche in altri Paesi tanto che, per l’oms si tratta di una emergenza globale.

L’Italia è il paese più contagiato d’Europa. Anche se è, il Paese, dove è stato fatto il maggior numero di tamponi. Fino ad oggi ci sono stati 2263 casi positivi di cui 166 in condizioni gravi e 80 i decessi. È aumentato il numero delle persone contagiate ma anche di quelle che sono guarite.

La regione più colpita resta la Lombardia.  L’Italia è stata divisa in zone caratterizzate da diverse prescrizioni. Zona rossa con dieci comuni lombardi e il comune veneto di Vò. Zone gialla comprendente Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e le province di Pesaro, Urbino e Savona.

In  tali zone le università, le scuole e gli asili resteranno chiusi, sono sospese le procedure concorsuali e sono vietati gli assembramenti.

Sono, invece, previste misure più restrittive per la zona rossa, allo scopo di evitare i contagi e  contenere il rischio sanitario, come:  il divieto di accesso e il divieto di allontanamento dal territorio comunale; la chiusura dei musei; la sospensione delle procedure concorsuali, dei pubblici uffici eccetto i servizi pubblici essenziali; la sospensione dei trasporti e delle celebrazioni religiose, la chiusura delle attività commerciali ad esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali e degli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità, presso i quali comunque, si può accedere solo con dispositivi di protezione individuale ed infine la sospensione dell’attività lavorativa per i lavoratori residenti o domiciliati in tali aree. 

Tra le criticità si evidenziano la carenza dei posti letto e di personale negli ospedali oltre ai disagi per la popolazione. 8500 persone sono in isolamento domiciliare, perché entrate in contatto con chi ha contratto il virus. Milano e Roma sono divenute città deserte con un danno all’economia inimmaginabile. Sempre maggiori le disdette delle prenotazioni e chiusi diversi esercizi commerciali. Per far fronte all’emergenza è stato pubblicato il decreto legge che introduce misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori ed imprese. Tra le misure sono previste per i comuni individuati in apposito allegato: la sospensione dei termini di versamento delle cartelle esattoriali, dei termini per versamenti e altri adempimenti verso la pa, dei pagamenti delle utenze, dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria; sospensione dei procedimenti amministrativi di competenza dell’autorità pubblica; sospensione dei termini e rinvio udienze civile e penali. Sono previste misure di sostegno alle famiglie, ai lavoratori e il potenziamento degli ammortizzatori sociali. In particolare viene dettata la disciplina della domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario e l’integrazione salariale per le aziende che si trovano in cassa integrazione straordinaria. Sono state introdotte l’indennità per i lavoratori autonomi per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa; misure in favore dei beneficiari dei mutui agevolati e l’ agevolazione del lavoro agile per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e organismi di diritto pubblico.

Per assicurare la ripresa economica sono previsti mutui a tasso zero, alle imprese agricole, per l’estinzione dei debiti bancari e misure a favore dei soggetti che risentono delle conseguenze dell’emergenza. A favore del turismo è previsto il rimborso dei titoli di viaggio e pacchetti turistici per i soggetti in quarantena, i destinatari di un divieto di allontanamento, coloro che sono risultati positivi al covid 19, che debbano recarsi nelle zone di contagio o debbano partecipare a concorsi, eventi culturali sportivi o religiosi annullati o sospesi ed infine per coloro che debbano recarsi in Stati esteri dove sia impedito lo sbarco, l’approdo o l’arrivo.

 A favore degli studenti è prevista la conservazione dell’anno scolastico per gli istituti che non possano effettuare almeno 200 giorni di lezione ed è al vaglio la possibile chiusura di tutte le scuole del territorio nazionale.

Il Premier punta su un aumento del deficit ma per ampliare il disavanzo serve l’autorizzazione del Parlamento.

Sono state dettate anche prescrizioni relative a tutto il territorio nazionale come: rimanere a casa per gli anziani; non uscire in caso di febbre; dispute a porte chiuse degli eventi sportivi e rinvio degli incontri pubblici, convegni e congressi soprattutto se relativi all’ ambito sanitario, allo scopo di sgravare il personale e renderlo disponibile a fronteggiare l’emergenza.

Siamo in una fase di recessione economica ed una delle maggiori colpe è da attribuire ai mass media che hanno riportato le informazioni in modo schizofrenico ed altalenante. Testate giornalistiche sono passate da una possibile strage ad una banale influenza. Nell’immaginario della popolazione è riemerso lo spettro delle grandi epidemie che hanno flagellato l’umanità: la spagnola, l’influenza asiatica, la sars, l’influenza suina.  La cattiva informazione ha dato vita ad una vera e propria psicosi, allarmando oltremodo la popolazione che non ha saputo come reagire, non avendo mai affrontato un rischio pandemia.

Il risultato è che l’economia è piegata ed ingenti sono i danni per il turismo e l’occupazione.

Le cancellazioni delle prenotazioni sia di italiani, che di stranieri, nelle strutture, toccano punte del 50%. Data la limitazione degli spostamenti molti hanno preferito fare scorte per paura della quarantena, paura amplificata dalle foto degli scaffali vuoti, circolanti sui social. Non si vedeva una a corsa agli approvvigionamenti di tal genere, dai tempi della guerra. Su alcuni prodotti prima si è speculato con prezzi alle stelle, poi, gli stessi prodotti sono divenuti introvabili. Si pensi alle mascherine o ai prodotti per la disinfezione.

Non sono mancati atti di sciacallaggio, truffe ed episodi di razzismo soprattutto nei confronti dei cinesi, considerati responsabili di questa pandemia.

Ferme le aree produttive del nord con grave crisi del settore. Molte le imprese costrette a chiudere.

Il coronavirus ha inciso anche sulla forza lavoro straniera operante in agricoltura. Infatti  i braccianti stranieri, provenienti da Romania e Bulgaria, per le misure precauzionali dei loro Paesi hanno disdetto i loro impegni lavorativi.

L’informazione ci ha anche danneggiato nei confronti dei partner internazionali, pregiudicando sia l’esportazione del nostro made in italy che il turismo. Molti connazionali sono stati bloccati alle frontiere.  A New York un equipaggio si è rifiutato di salire a bordo per paura del corona virus, le compagnie americane hanno sospeso i voli da e per Milano.

Non solo cattiva informazione ma anche informazioni, forse, un po' riduttive nel 2020, come ricordare di lavarsi bene le mani, non che fosse una novità, di starnutire nel gomito e di evitare i contatti ravvicinati come baci e abbracci.

Fortunatamente in questa situazione non sono mancate le iniziative per reagire.

Si pensi alla mobilitazione social di Campagna amica “la campagna non si ferma” a supporto degli agricoltori, dei loro mercati e degli agriturismi. O al video diventato virale #MilanoNonSiFerma a dimostrazione che la città, e L’Italia in genere non si ferma ma reagisce al coronavirus.

E’ necessario procedere ad una normalizzazione volta a riavviare le attività ora bloccate e a fornire indicazioni corrette e precise ai cittadini.  E’ giusto approntare le cautele necessarie per limitare il bacino del contagio ma forse sono altre le preoccupazioni che si dovrebbero avere e che dovrebbero essere affrontate con la stessa urgenza. Si pensi ai problemi climatici con il caldo anomalo e la siccità; allo scioglimento dei ghiacciai; all’estinzione delle api; all’inquinamento atmosferico e delle acque, alle guerre in atto ecc..

Ad oggi il coronavirus è una sfida, soprattutto nel nostro Paese, che si può combattere con una maggiore responsabilizzazione non solo della classe politica e dei mass media ma anche di ognuno di noi.

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