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Arancia rossa, proprietà

L’arancia conosciuta, fin dall’antichità, era usata inizialmente per scopi ornamentali e religiosi. L’arrivo in Sicilia risale al 1600. Divenuta oramai simbolo della cultura siciliana, la cui presenza caratterizza, con i suoi lussureggianti giardini sempreverdi il paesaggio dell’isola, costituisce una parte importante dell’agricoltura e dell’economia siciliana.

Sin dai tempi antichi le piante commestibili e i loro frutti sono stati alla base della medicina tradizionale. Negli ultimi anni è tuttavia, cresciuto l’interesse per le molecole biologicamente attive e le loro proprietà biochimiche. 

La nutrigenomica ritiene, infatti, che uno stile di vita sano ed una alimentazione equilibrata, che comporti un adeguato apporto di frutta e verdura, sia in grado di prevenire il 20% dei casi di cancro. 

Gli agrumi costituiscono i frutti più consumati della dieta mediterranea, il cui valore nutrizionale e culturale è ormai universalmente riconosciuto.

 

L’arancia rossa (citrus sinensis) costituisce una varietà di arancia dolce pigmentata. Quella siciliana, prodotta nella parte orientale dell’isola è considerata di qualità superiore rispetto a quella prodotta altrove. La colorazione rossa è dovuta alla presenza di pigmenti antocianici che non sono invece presenti negli altri agrumi. Ci sono tre varietà di arancia rossa: tarocco, sanguinello e moro.

Il tarocco presenta una buccia liscia di colore giallo-arancio e sfumature rossastre su un lato, la pezzatura è medio-grossa ed il succo ha un sapore dolce-acidulo.

Il sanguinello presenta un piccolo collare solcato vicino al peduncolo, la buccia compatta e papillata e la polpa con screziature sanguigne è molto dolce.

Il moro, che costituisce la varietà più pigmentata, dal colore rosso scuro tendente al violaceo, presenta una buccia con sfumature rosse più intense su un lato e un sapore acidulo. Quest’ultima varietà si ritiene abbia avuto origine nel XIX nell’area agrumicola intorno al territorio di Lentini, e sia il risultato di una mutazione del “sanguinello moscato”.

La colorazione delle arance rosse si deve ad un processo biochimico dovuto all’esposizione del frutto a temperature rigide. Tali temperature attivano e trascrivono una sequenza di dna, chiamato retrotrasposone 3LTR, inserito nel genoma “a monte”, la cui trascrizione comporta l’attivazione del gene Ruby (gene identificato dai ricercatori del Progetto europeo Athena). E’ in particolare la presenza nel territorio dell’Etna, a creare le condizioni ideali per questa coltivazione. Il terreno, infatti, risulta particolarmente fertile, mentre il clima si distingue per essere secco, ma con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Così le rigide temperature notturne associate ad un abbondante dose d’insolazione e a una modesta quantità di precipitazioni, permettono solo alle arance prodotte in queste zone, di fregiarsi del marchio IGP. In assenza di queste condizioni climatiche infatti, i frutti non riescono a produrre una quantità sufficiente di antocianine e finiscono per somigliare molto alle comuni varietà di arance bionde.

I meriti dell’arancia rossa non sono solo da attribuire alle sue qualità nutrizionali (contiene infatti molti minerali come calcio, fosforo, potassio, ferro, selenio e vitamine come C, A, B1 e B2 ). Negli ultimi anni si è generato un crescente interesse per i componenti  bioattivi degli agrumi. Sono stati condotti studi in particolare sul succo d’arancia pigmentato. Le arance rosse e il loro succo contengono elevate quantità di diversi composti bioattivi (si tratta di circa 170 elementi chimici) tra cui polifenoli, flavonoidi, antocianine, acido ascorbico, acidi idrossicinnamici, i cui effetti positivi derivano dal loro operare sinergicamente.

I flavonoidi hanno un effetto protettivo contro lo stress ossidativo,.La capacità antiossidante dei flavoniodi è più marcata rispetto a quella della vitamina c e dei carotenoidi. I flavonoidi prevengono le disfunzioni endoteliali, possiedono anche un’attività anti-proliferativa in quanto interagiscono con i sistemi enzimatici coinvolti nella segnalazione cellulare, inducono l’apoptosi e inibiscono l’angiogenesi.

Gli antociani sono composti idrosolubili responsabili del colore brillante della frutta, sottoposti a stress termico producono una quantità maggiore di sostanze protettive (cioè antocianine) necessarie per proteggere i frutti dalle condizioni ambientali sfavorevoli. Ogni cultivar mostra una variazione stagionale caratteristica del contenuto di antociani: la cultivar moro contiene la più alta quantità di antociani.

I carotenoidi sono contenuti nell’arancia rossa in quantità maggiore, sono importanti nutrienti alimentari che hanno molte altre funzioni.  Presentano benefici sulla proliferazione, sulla funzione e sulla vitalità delle cellule endoteliali.

La vitamina C, o acido ascorbico, cofattore in diverse importanti reazioni enzimatiche, è necessaria per la sintesi del collagene. A causa dell'incapacità di sintetizzare la vitamina C, gli esseri umani devono assumerla da fonti naturali attraverso integratori alla dieta ordinaria.

Le arance rosse presentano il 40% in più di vitamina C rispetto a quelle bionde. Lo studio della vitamina C,  è iniziato sin dagli anni ottanta. Diversi studi hanno dimostrato che le proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti della Vitamina C. La vitamina C contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario aumentando le difese contro virus e batteri, previene la fragilità capillare e migliora la circolazione sanguigna. Favorisce anche l’assimilazione del ferro e la deposizione di calcio e fosforo nelle ossa e nei denti.

Per questo le arance rosse si rivelano dei frutti utilissimi per le donne in gravidanza e in menopausa, per le persone anemiche e per i fumatori. Il consumo di succo di arancia rossa determina un aumento della vitamina C, e ha un effetto antiossidante purché il succo sia consumato subito dopo la spremitura, in quanto la vitamina C, è altamente volatile, risultando invece ridotto, il potere nei succhi a lunga conservazione commerciale. Inoltre l’attività antiossidante risulta maggiore nelle arance derivanti da agricoltura biologica a causa del loro più alto contenuto di fenoli totali, antociani totali e livelli di acido ascorbico.

Tra gli acidi idrossicinnamici (cumarico, caffeico e sinapico) presenti maggiormente nell’arancia rossa, vi è l’acido ferulico.

Anche la scorza bianca (albedo) interna al frutto, ha una sua importante utilità: contiene infatti una discreta quantità di fibra alimentare solubile, che funge da vero e proprio equilibratore nella regolazione dell’assorbimento degli zuccheri, dei grassi e delle proteine, favorendo il transito intestinale.

La buccia, invece, contiene pectina, sostanza che stimola la sensazione di sazietà .La buccia può essere consumata in tantissime forme, il che la rende un frutto particolarmente adattabile.

A ciò si aggiunge il modestissimo apporto calorico del frutto (34 calorie per 100 gr di succo). Tali caratteristiche ne hanno determinato un notevole impiego nell’industria farmaceutica e fitoterapica per la preparazione di integratori alimentari.

Pertanto si può concludere che le arance rosse,  costituiscono un elemento imprescindibile per una corretta alimentazione.

La natura ci offre prodotti unici e preziosi di cui non possiamo e non dobbiamo assolutamente fare a meno…

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